La terza antologia del Connettivismo - A.F.O. Avanguardie Futuro Oscuro - è uscita sul mercato per la EDS , Edizioni Diversa Sintonia , nell'ambito della neonata e vulcanica etichetta Connectiva .
Cosa è AFO ? 15 autori hanno dato vita a questa prima raccolta oscura del Connettivismo, impreziosita da una splendida postfazione di Sergio "Alan D." Altieri . Nel dettaglio:
Il booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=402LXkQVSYk
Umberto “Ubi” Bertani - THULE
Marco “Antares666” Moretti - L'ABBRACCIO DI SEDNA
Filippo “Leo Bulero” Carignani Battaglia - MAIEUTICA EPIDERMICA
Marco “pykmil” Milani - 8 HERTZ
Maurizio “Scarweld” Landini - FUTURO MORTO
Christian “Ulver” Ferranti - OPINIONI CONTRARIE A PROPOSITO DELL'ARGOMENTO PRINCIPALE OVVERO PER ARDUA AD ASTRA
Giovanni “X” De Matteo - EFFETTO NEVE
Fernando “Black Hole Sun” Fazzari - È LA GUERRA
Giovanni “kosmos” Agnoloni - A UN PASSO DAL BARATRO
Alex “Logos” Tonelli - PENSA A PHLEBA
Luca “Kremo” Baroncinij - IL RODITORE
Marco “Alazif ” Marino - IL SUONO DEI FIORI DI VETRO
Sandro “zoon” Battisti - IL PERCORSO QUANTISTICO
Domenico “7di9” Mastrapasqua - LA SCATOLA DI DROSTE
Paolo “Evertrip” Ferrante - METATRANCE
Cosa si racconta in quest' Avanguardia del Futuro Oscuro ? Una serie di storie davvero strane da leggere con un pizzico d'incoscienza lessicale, quasi a scivolare sulle parole scritte fino a farsi prendere dalle immagini suscitate. Come in Thule , di Umberto “Ubi” Bertani, che corrode con le sensazioni fuorvianti e gelide di una guerra combattuta contro alieni dagli armamenti troppo superriori, dai modi di fare spicci e abituati a disporre, a comandare, a schiacciare ogni altra esistenza con la potenza soverchiante della tecnologia e della forza bruta; compresi i postumani, che però hanno carte nascoste da giocare come in un sogno occulto. O come in L'abbraccio di Sedna , di Marco “Antares666” Moretti, dove la ricerca nello spazio profondo di pianeti extrasolari – anzi di un particolare pianeta extrasolare – s'intreccia con le vicende di un equipaggio siderale assai singolare che dovrà fare i conti con la pazzia irrazionale superiore che l'umanità (o postumanità) non potrà mai comprendere, chiusa com'è nel suo gretto cluster di razionalità circoscritta. E cosa dire invece di Maieutica epidermica , del bravo Filippo “Leo Bulero” Carignani Battaglia, se non accennare di un mood immerso in un senso infetto di carne surreale e acida, che nasconde continue sorprese quasi a voler celare, in tante scatole cinesi, un orrore psichico talmente intenso da toccare gli estremi di una splendida epifania dell'anima? 8 Hertz , di Marco “pykmil” Milani, affonda nel genio di uno scienziato assai poco considerato eppure geniale, controverso, e lo fa con un piglio sornione così da fornirci la soluzione sconvolgente senza quasi far rumore, giusto per non farci collassare sulla sedia. Mentre Futuro morto , di Maurizio “Scarweld” Landini, affronta il problema della fede tra i postumani usando un punto di vista avanzato che sa essere ipocritamente reazionario. Ardua , di Christian “Ulver” Ferranti, è un viaggio assolutamente acido e occulto e lessicamente scivoloso tra i meandri della matematica e delle forze oscure che sottendono alla trama del nostro continuum; L'effetto neve di Giovanni “X” De Matteo racconta di visioni e discese in un gorgo di sensazioni sempre più agghiaccianti che stringono come un nodo scorsoio, una trappola che funziona come le nasse per pesci da cui non si riuscirà più a fuggire emozionalmente. È la guerra , di Fernando “Black Hole Sun” Fazzari, trasuda di poesia struggente, quella che fa stringere il cuore e che ti fa ricordare che sì, ancora sei nel dominio umano e che pure se ne uscirai te ne porterai appresso il retaggio, anche se sarai un postumano impegnato in una sporca guerra tra postumani; ed è così che ci ritroveremo lanciati nello spazio profondo, impegnati in una missione impossibile che devasterà quello che rimane della nostra anima e che ci farà comprendere solo alla fine quanto siamo bassamente stati A un passo dal baratro (parola di Giovanni “kosmos” Agnoloni). Saltiamo poi in uno stesso tipo di spazio ma che uguale non è, dove Alex “Logos” Tonelli vive intensamente il suo Pensa a Phleba , con tutte le reminescenze fenicie di cui è capace e che ben si adattano alle derive e paranoie, splendide paranoie, di mondi alieni impossibili eppure sapidi, densi. Luca “kremo” Baroncinij ci propone un'altra delle sue gemme, Il roditore , e l'esistere maldestro e sottotraccia di cui renderà protagonista la postumanità riverbererà qui ogni suo splendore malato, quasi cyberpunk ma tagliente, un dolore che s'infila sotto le unghie e prende allo stomaco come una malattia terminale. Un tipo di struggimento, anche se di matrice completamente diversa, che anima Marco “Alazif ” Marino con il suo Il suono dei fiori di vetro , che esplora quello che la morte biologica non dice, ma da un lato che l'umanità non avrebbe mai voluto conoscere; così come Il percorso quantistico di Sandro "zoon" Battisti, che si lega ad alcune bassezze umane ereditate dalla postumanità e che rende il bisogno di trascendenza verso altre forme d'esistenza non imperiali un punto di fuga insopprimibile. Domenico “7di9” Mastrapasqua ci mostra La scatola di Droste e l'angoscia vi prenderà, oh sì che vi prenderà, perché la vostra anima non sarà sicura in nessun angolo psichico e nemmeno fisico, e non saprete nemmeno che cosa s'intenda per fisico. Infine, Paolo “Evertrip” Ferrante entra in una Metatrance e ci fa percepire il limite medico di una società tecnologica, postascetica e ricca di suggestioni materialiste che si contrappongono alle spinte meramente mistiche della società postumana.