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Sicilia, primi anni del 1900. Una epidemia svuota le miniere di zolfo e cč bisogno di manodopera fresca. Vengono ingaggiati i carusi della provincia di Montelusa, allettando i genitori con il "soccorso morto", una somma a fondo perduto in cambio del figlio. Ma il padre di Giurlā, tredicenne di Vigāta, non ci sta, sa che chi estrae zolfo si consuma sottoterra e preferisce mandare il figlio a pascolare capre nei feudi di un nobile dallaltro lato della Sicilia. A Giurlā la vita della mānnara piace, gli odori e i colori della campagna, ma anche la capanna col focolare in pietra, il lago, profondo e taciturno, la solitudine, le capre. Ce ne č una in particolare che non lo lascia mai: č Beba. Nel trascorrere delle stagioni Giurlā il pastorello si fa uomo e sempre pių ama stare da solo tra le montagne. Le sere alla mungitura le donne cantano e raccontano storie; ce ne č una soprattutto che conosce storie dellantichitā, quando gli dei potevano trasformarsi in alberi o animali. Giove che si muta in cigno per amore di Leda, Pasifae presa da passione per il toro con cui concepisce il Minotauro. Storie di metamorfosi e miti che colpiscono Giurlā che guarda a Beba con occhi nuovi. Soprattutto dopo che il caso avrā messo sulla sua strada Anita, la giovane marchesa di Santa Brigida che ama sostare sulle rive del lago. Gli eventi precipitano e qualcosa succede in fondo al lago. ŦHo pensato ad una trilogia di romanzi fantastici. Il primo della serie č Maruzza Musumeci; dopo la storia della donna sirena, quella di una donna che tenta di trasformarsi in albero, raccontata ne Il casellante e un terzo romanzo su una donna-capra: una trilogia delle metamorfosiŧ (Andrea Camilleri).
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